LE MANFREDIANE
PROGRAMMA EVENTI

Punto di Vista e Punta di Spada: come la tecnologia ha cambiato la scherma cinematografica
DEVIS MARI e RICCARDO DESERTI
Venerdì 15 ORE 19.00
In questa presentazione analizzerò come la tecnologia abbia profondamente trasformato la scherma cinematografica nel corso del tempo. Attraverso la proiezione di diverse tracce video tratte dall'intera storia del cinema, illustrerò curiosità e dettagli tecnici su come si è evoluta la messa in scena del combattimento armato. Il focus sarà mostrare il legame diretto tra l'evoluzione delle macchine da presa e delle tecniche di ripresa con il cambiamento delle coreografie, spiegando come il progresso tecnologico del cinema abbia permesso di reinventare costantemente il duello spada alla mano, rendendolo quello che vediamo oggi sul grande schermo.
Rievoca-talk! - chiacchiere, metodi e pratiche della rievocazione
ROVENO VALOROSI
Sabato 16 ore 11.00
Il Rievoca-talk! nasce come spazio informale di confronto e condivisione legato al mondo della rievocazione storiche e alle sue metodologie. Non si propone come conferenza accademica ma come momento di dialogo tra rievocatori, operatori culturali e studiosi per discutere problemi, soluzioni e potenzialità della rievocazione storica intesa come racconto del passato.
L'obiettivo è quello di condividere conoscenze, confrontare esperienze diverse, stimolare una riflessione critica per sviluppare una comunicazione più efficace nell'ambito del reenactment, con una particolare attenzione al rapporto con il pubblico e alla valorizzazione dei siti del patrimonio culturale.
Partendo dall'intervento di Roveno Valorosi "Ma sono vere!? L'uso delle riproduzioni a fini educativi tra didattica della storia ed heritage interpretation", i partecipanti sono invitati a condividere riflessioni, spunti, criticità e soluzioni per affinare gli strumenti di una ricostruzione partecipativa, immersiva, accessibile e sostenibile.

Faenza e le sue ceramiche tra Medioevo e Rinascimento
VALENTINA MAZZOTTI, conservatrice presso il Museo delle Ceramiche (MIC)
SABATO 16 ORE 15.00
La fama di Faenza si costruisce fin dal Medioevo, ma è nel corso del Rinascimento che si diffonde in tutta Europa il termine “faïence” come sinonimo di maiolica per celebrare le pregiate ceramiche faentine.
La presentazione di Valentina Mazzotti, conservatrice del MIC Faenza, ripercorre le tappe salienti della storia delle ceramiche di Faenza dalle maioliche “arcaiche” del XIV secolo, attraverso le famiglie decorative del Quattro e Cinquecento, per approdare infine alla grande rivoluzione dei “bianchi” di Faenza.
Immagine: Piatto con Diana e Atteone e decorazione “a grottesche”, Faenza, 1530-1535 ca. Faenza, MIC

Lo spadone a due mani fuori dalla sala di scherma
NICCOLÒ MENOZZI di THE SPADONE PROJECT con ERICA CASTIGLIONI e ALBERTO FERRETTI della Sala d'Arme Achille Marozzo Bononia
SABATO 16 ORE 16.30
Lo spadone e la sua parente più piccola, la spada a due mani, sono armi entrate nell'immaginario pop e sono sempre più note al grande pubblico grazie ai videogiochi, agli youtuber, alle HEMA e allo studio dei trattati di scherma antichi avvenuto negli ultimi decenni, ma cosa raccontano tutte le altre fonti storiche e i reperti originali, spesso ignorati?
Un dialogo a tre per esplorare alcune curiosità e falsi miti riguardanti una delle armi più iconiche e affascinanti del tardo Medioevo e del Rinascimento.
Con Niccolò Menozzi, fondatore dell'iniziativa di ricerca storica internazionale The Spadone Project, in collaborazione con Erica Castiglioni e Alberto Ferretti della Sala d'Arme Achille Marozzo.

Il castello di Rontana. Racconto di una scoperta archeologica
DOMENICA 17 ORE 11.00
Il castello di Rontana è un insediamento medievale che si trova nel Parco della Vena del Gesso Romagnola, sulle alture che dominano la vallata del Lamone, a pochi chilometri da Brisighella. Il sito è stato frequentato dall’età del Bronzo (XV sec. a.C.) e in seguito abbandonato agli inizi dell’età del Ferro. Gli scavi hanno dimostrato che le alture sono state rioccupate in maniera stabile a partire dall’ultimo decennio del VI, con un presidio militare esarcale di cui si stanno documentando nuove evidenze e in seguito da un’area cimiteriale, che ha restituito al momento oltre 60 sepolture, associata a una pieve di altura documentata per la prima volta sul finire del IX secolo e di cui sono state rinvenute tracce soprattutto degli elementi architettonici (capitelli in marmo proconnesio, colonne in breccia rossa di Verona), databili tra gli inizi del VI e la prima metà del secolo VIII. Sulle rovine della fortificazione si insedia poi un villaggio altomedievale, di cui sono state trovate diverse tracce su varie zone del pianoro e sulle propaggini dell’insediamento.
Già dal X secolo il sito è protetto da una fortificazione in legno e vi risiede una popolazione accentrata. L’area sommitale, su cui si trova anche la pieve di S. Maria, è protetta anche da un fossato tagliato nella roccia (selenite). Nei secoli successivi il sito viene protetto da tre circuiti murari in pietra e vengono costruite diverse tipologie di abitazione, sia tagliate nel banco roccioso, sia con costruite con tecniche miste caratterizzate da basamenti in pietra e alzati in legno e terra, organizzati intorno a una viabilità interna tipica dei villaggi fortificati contemporanei. Un rinnovamento significativo viene attuato sul finire del XIII secolo, con la costruzione di una potente rocca sull’altura più elevata del sito e con nuove difese articolate con camminamenti su ampie arcate in pietra e nuove linee fortificatorie. Al centro del castello viene anche realizzato un piazzale con funzioni produttive legate alla lavorazione di strumenti in ferro, oggetti in osso, in vetro e con un forno per la produzione di pane a uso comunitario. Altri adattamenti vengono realizzati nel XV secolo, con il potenziamento delle mura difensive attraverso cortine laterizie e con la realizzazione di torri ogivali agli angoli della rocca e postazioni da archibugiere adatte alle nuove tecniche di assedio. Il castello viene distrutto nel 1591 e in seguito definitivamente abbandonato.

IL RICONOSCIMENTO ISTITUZIONALE DELLA RIEVOCAZIONE STORICA: dalla legge nazionale alla Rete di Coordinamento Interregionale.
GIAN MARCO BABINI, Consigliere di AERRS
Domenica 17 ore 12.00
Questo intervento si concentra sui recenti e fondamentali sviluppi nel mondo della rievocazione storica in Italia, analizzando il passaggio dal volontariato organizzato al pieno riconoscimento istituzionale. Il primo punto focale è l'approvazione definitiva della Legge Nazionale sulle Manifestazioni di Rievocazione Storica (Legge 7 ottobre 2024, n. 152, G.U. n. 244 del 17-10-2024), un provvedimento che sancisce in modo incontrovertibile il ruolo delle rievocazioni come "componente fondamentale del patrimonio culturale italiano". La legge apre a nuovi scenari di valorizzazione, sostegno finanziario (con un incremento del Fondo nazionale), e sviluppo di attività di carattere pedagogico, didattico, economico e turistico.
Successivamente, si illustra la costituzione, avvenuta a marzo 2026, della Rete Interregionale di Coordinamento a tutela della rievocazione storica.

I Suoni del Medioevo: concerto didattico
WALTER RIZZO & ALLIEVI
Domenica 17 ore 15.00
Uno sguardo fugace al complesso panorama della musica medievale, a cura del Maestro Walter Rizzo e dei suoi allievi, che tramite brani selezionati presenteranno lo stile, il repertorio e gli strumenti dell'epoca.
La vestizione dell'uomo d'arme: due armature di periodi differenti e le loro caratteristiche.
FAMALEONIS e COMPAGNIA DEL MONTONE
Domenica 17 ore 16.00
LA VESTIZIONE DELL’UOMO D’ARME: due armature di periodi differenti e le loro caratteristiche.
La FAMALEONIS vi porterà indietro nel tempo e vi accompagnerà durante la vestizione di due uomini d’arme di due epoche differenti: uno del XV° e l’altro del XVI° secolo. Verranno mostrate e spiegate le parti che compongono le armature e le loro peculiarità. Inoltre verranno mostrati i loro vantaggi e il loro utilizzo in battaglia. Spettacolo organizzato dall’ass. culturale FAMALEONIS in collaborazione con l’ass. culturale COMPAGNIA DEL MONTONE.

HEMA IN ARMIS: scontri in armatura
COMPAGNIA “LA ZOIOSA”
Domenica 17 ore 17.00
La pratica dell’Hema in Armis si ispira alle tecniche marziali europee del duello in armatura del tardo medioevo in particolare a trattati come il Flos Duellatorum del maestro Fiore de Liberi, il De Arte Gladiatoria di Filippo Vadi, i trattati tedeschi e francesi del XV-XVI secolo. Il regolamento è ispirato al Dekoven Concord basato sul semplice ma rivoluzionario concetto che la scherma storica in armatura per essere verosimile deve avere gli stessi obiettivi dell'epoca di riferimento ossia il colpo viene portato solo nelle porzioni non adeguatamente protette dall’armatura: il taglio sulle porzioni non protette dal ferro, la punta anche sulla maglia di ferro e la botta ovunque. Nell'Hema in armis ci si confronta con tre armi: lancia, spada e azza sempre accompagnati ad una daga. L'attuale regolamento Hema in Armis è depositato presso le Csen tra quelli della scherma storica.

